Dal MIT in Usa al BERENINI di Fidenza

Dal MIT al Berenini: due laureandi in Ingegneria, risorse preziose per i nostri studenti
Il MIT, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology con sede negli USA, è una delle più importanti università di ricerca nel mondo. Anche quest’anno il nostro istituto ha ospitato due universitari del MIT, grazie alla collaborazione di docenti, che hanno collaborato con loro in classe, e delle famiglie di nostri allievi che li hanno accolti a casa propria per circa un mese.
Lo studente Filfil Mena, originario del New Jersey, laureando in Ingegneria Elettronica, ha tenuto lezioni in classi di Elettronica del nostro indirizzo tecnico e nel laboratorio di Informatica nel triennio del nostro Liceo scienze applicate.
La studentessa Maggie Solomon, laureanda in Ingegneria Meccanica, è stata impegnata sia in classi del Liceo, sia nell’indirizzo Meccanico del nostro istituto tecnico.
“Gli studenti del MIT – spiega la professoressa Marianna Lambroni che ha curato il progetto insieme al prof. Marcello Mazzani – si rivelano ogni anno risorse preziose dal punto di vista formativo, durante lezioni in classe o laboratori. Oltre a comunicare elementi della propria disciplina di studio, i giovani universitari veicolano questi contenuti in lingua inglese, consentendo quindi un approfondimento della lingua utile ai nostri allievi. L’inglese viene praticato anche nelle conversazioni informali con i nostri studenti, che possono anche conoscere aspetti della realtà universitaria statunitense. Ringrazio la scuola per questa possibilità che permette una crescita sia degli studenti che di noi insegnanti”.
Francesca Di Giovanni, studentessa di 3° Liceo, ha ospitato a casa sua Maggie, che al MIT studia Ingegneria e che proviene dall’UpState New York (la parte settentrionale dello Stato di New York, poco distante dalla regione dei Grandi Laghi). Ecco la sua testimonianza: "Ho ospitato Maggie per due settimane e mezzo, è stata una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto, lei era molto simpatica e gentilissima. Avevo anche ospitato ragazzi degli scambi ‘short’ del progetto Erasmus, che vivono però una sorta di ‘toccata e fuga’ (una settimana). Con Maggie, che è restata più tempo, ho instaurato un vero e proprio rapporto; è diventata come una sorella per me. Questa opportunità mi ha permesso di avere un ampio scambio culturale con lei: non solo ho allenato il mio inglese ma ho conosciuto la vita di una ragazza d'oltreoceano. Stavo con Maggie quasi tutti i giorni, siamo andate anche allo stadio insieme! Ci sentiamo tutt'ora e ammetto che mi manca molto (anche perché mi aiutava parecchio nello studio della Fisica)".

