La toccante testimonianza di un padre
Durante la testimonianza, studenti e studentesse restano in un silenzio attento. Nessuno si distrae, tutti ascoltano. Al termine, si mettono in fila per ricevere l’abbraccio di un padre, che ancora chiede perdono. Quel padre è Gianpietro Ghidini, che il 24 novembre 2013 perse suo figlio Emanuele. Dopo quella perdita, e dopo un sogno in cui proprio il figlio gli apparve, creò la Fondazione Pesciolino rosso, con cui da anni gira l’Italia per incontrare giovani e famiglie.
E’ accaduto anche al nostro Berenini di Fidenza, con un incontro organizzato dalla Commissione Benessere e sostenuto da Credite Agricole: si è partiti dal dolore, per attraversarlo, e arrivare alla ricerca di un senso e di una “serenità consapevole” come l’ha chiamata Ghidini.
Ema aveva solo 16 anni. Come tanti ragazzi si interrogava sulla vita, si era avvicinato ad un gruppo di persone che risolvevano il loro malessere usando droghe. Lo aveva fatto anche lui. Ed una notte si era gettato nell’acqua di un fiume per non uscirne più.
“Ema è vivo – dice oggi il padre – Lo è in voi, ragazze e ragazze, in cui lo riconosco ogni giorno”.
Il rispetto, la vicinanza emotiva, la commozione, gli applausi, spontaneamente emersi nella platea di 200 ragazzi e ragazzi – come ha rilevato il dirigente scolastico Ferdinando Crespi – hanno dato un’immagine di questa generazione ben diversa da quella degli assalti ai negozi, e dei vandalismi, consumati in alcune città italiane.
I nostri giovani, quando li si ascolta, si intercettano i loro bisogni, sanno dare il meglio di sé, volendosi bene.
