Oltre 300 studenti del Berenini volano in Europa
Ben 310 studenti in Erasmus in varie città europee, una cinquantina di docenti coinvolti e altrettanti giovani europei accolti a Fidenza. Con questi numeri, il nostro Istituto conferma la sua vocazione internazionale.
“La capacità di programmazione del nostro staff – spiega il dirigente scolastico Ferdinando Crespi – ha consentito di intercettare importanti fondi messi a disposizione dal PNRR (con i decreti DM61/2023 e DM88/2025 specificamente dedicato agli studenti che possono svolgere oltre confine le loro esperienze di Formazione e Alternanza scuola lavoro). Altra fonte di finanziamenti intercettata è quella delle risorse messe a disposizione dalla Comunità europea nei programmi Erasmus Plus – Ka121. Per i nostri allievi è un’opportunità enorme di scambio culturale con i coetanei europei e di miglioramento sul campo dell’uso della lingua inglese e delle lingue comunitarie”.
I viaggi e le esperienze proposte sono gratuiti per i ragazzi che partecipano, dopo una selezione interna fatta sulla base del profitto, della motivazione e della conoscenza dell’inglese.
Diverse le formule di ‘viaggio’: long term da 35 giorni, short term da 21 e di gruppo da 6 giorni.
Gli scambi in quest’anno scolastico sono ‘da’ e ‘verso’ il Portogallo, la Spagna, la Polonia, la Svezia, la Slovenia, la Croazia, la Francia e l’Austria. Sono stati accolti a Fidenza un centinaio di giovani provenienti da diversi Paesi.
Proprio in questi giorni sono ospiti di famiglie fidentine o salsesi (con studenti che studiano al Berenini) giovani provenienti dai Paesi Baschi e due studenti universitari dal MIT di Boston (coinvolta in un’altra tipologia di scambio con il celebre Massachusetts Institute of Tecnology). Esperienze preziose e rese possibili dalla disponibilità delle famiglie e dal team organizzativo sul fronte degli scambi europei che, coordinato dal professor Roberto Bruni, è composto da 8 persone fra docenti e personale amministrativo.
Anche per i docenti che partono l’esperienza formativa è preziosa, grazie alla condivisione di buone pratiche o strategie didattiche e la creazione di reti di scuole che costruiscono ‘dal basso’ la casa comune europea.
